sabato, 4 Dicembre, 2021

Jasmine e l’attacco con l’acido

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Jasmine, nome di fantasia per proteggere la sua identità, è nata e vissuta a Jaipur – India, in una baraccopoli difficile, violenta, con una gerarchia partriarcale rigida. Negli anni l’abbiamo seguita, vista crescere, l’abbiamo accompagnata nel ciclo scolastico dalle elementari fino all’università. Adesso è nei suoi vent’anni ed è diventata capo famiglia, mantiene 10 tra bambine, donne e un bambino con difficoltà di apprendimento. Ha un lavoro nel suo settore ed è una giovane donna indipendente. E questo non a tutti piace. Pochi giorni fa è stata aggredita con l’acido, con lo scopo di costringerla a un matrimonio forzato con un uomo che non la rispetta e che ha problemi di alcolismo. Ci siamo attivati subito, siamo riusciti a nasconderla presso una famiglia locale. Ora sta bene, il suo lavoro per ora è garantito, noi sosteniamo l’affitto della stanza che occupa e stiamo cercando di capire come occuparci della famiglia rimasta nello slum.

Ringraziamo Giancarlo da Venzia, Isa ed Enrico dall’Isola d’Elba per i fondi che rapidamente ci hanno inviato per far fronte a questa inaspettata situazione. Ringraziamo sempre Sami per la sua disponibilità ad agire in loco.

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