Dipinsi l’anima con aria ironica ci scrive Paola Sinatra, di cui seguono parole e a cui appartiene il disegno che vedere in foto.
Inizierei con il dire che la parola “lento” ci ricollega ad un momento in cui tutto rallenta.
Le emozioni possono rallentarci.
Le strade della vita possono rallentare le stesse intenzioni, soffermandoci e ricordandoci che bisogna fermarsi o rallentare in prossimità di un colore, come l’arancione o il rosso.
Gli uomini stessi hanno dovuto sperimentare nei secoli a venire questa sensazione dove la parola “lentezza” ha dovuto scontrarsi con la consapevolezza, attuando il cambiamento.
Per esempio: una ferita ha bisogno del suo tempo, un dolore ha bisogno di essere valutato e capito, un parto potremmo dire. La donna che sa di dare alla luce una nuova vita, deve avere il tempo per poter permettere un processo evolutivo che permetta al corpo di accettare ed elaborare la nuova vita, dando consapevolezza alla stessa trasformazione in essa.
In questo periodo storico siamo stati sommersi dalla paura del come sarebbe stato il domani, abituati alla vita frenetica l’uomo ha dovuto fermarsi.
Si sono fermate tutte quelle attività che richiedevano coesione di gruppo.
La vita oggi ci ha rallentati. Davanti alle stesse questioni dove gli stessi requisiti richiesti della vita ci chiedevano pazienza, ricordandoci di rallentare, permettendoci di elaborare un processo chiamato consapevolezza, che solo attraverso la costanza della pazienza, potesse attuare dentro ognuno di noi la medesima trasformazione.
Lo stesso Leopardi citava la frase che la pazienza è segno di virtù.
Cosa significa lentezza per voi? Anche se la Giornata della Lentezza è passata continueremo a pubblicare i vostri contributi su questo sito e sui nostri canali sociali per ispirare altre persone. Scrivete a vivereconlentezza@gmail.com




