giovedì, 30 Giugno, 2022

Quante Cose ci Stanno in un Metro – Bruno Contigiani

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Una delle cose che mancava di più alle persone durante il periodo peggiore del lockdown  sembra fosse la possibilità di abbracciarsi.

Non si parlava di abbracci tra intimi, ma soprattutto di scambi di calore affettivo anche con persone non particolarmente vicine. Il lockdown ci ha costretto alla cosiddetta distanza sociale di almeno un metro. Questo distanziamento spessissimo non è stato rispettato, ma forse con il tempo si è instaurato dentro di noi, sotto forma di sospetto, diffidenza, e paura. Ragionando in positivo si potrebbe però sperare che questo distanziamento, si trasformi ora in una misura di rispetto, non solo tra esseri umani, visto che le persone che si avvicinano troppo producono, alcune volte, un senso di invadenza se non di invasione, di intrusione. Acquisita dunque questa capacità di mantenere le distanze, se non altro con il pensiero forse acquisteremo anche la capacità selezionare le persone da abbracciare e soprattuto quelle da lasciar avvicinare al nostro spazio personale.

Il distanziamento a cui siamo stati chiamati nei mesi scorsi era solo in funzione anti contagio, e non teneva conto delle misurazioni che nel campo della comunicazione sono state catalogate dalla prossemica, la disciplina ideata dall’antropologo Edward T. Hall per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza che osserva i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione sia verbale sia non verbale.

Secondo Hall, gli spazi possono essere così catalogati: intimo da 0 a 45 cm, personale da 45 a 120 cm, sociale da 1,2 a 5 metri, pubblico fino a 7 metri. Una codifica che da sessant’anni dalla sua enunciazione interpreta il modo di relazionarci, sconosciuta a tante persone che entrano senza badare nel nostro spazio personale e in situazioni pubbliche non rispettano nessuno di questi parametri. Se in futuro potremo tornare ad abbracciarci liberamente, facciamolo con chi sentiamo davvero vicino ridando a un gesto il suo significato più profondo.

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