venerdì, 9 Dicembre, 2022

C’era una volta l’ACF Valtidone

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Se una sera di primavera, vi trovaste dalle parti della Valtidone (Piacenza), potreste incappare in un gruppo di signore (un dozzina) che in occasione delle celebrazioni della Gallina Grigia (d’la Galeina Grisa) si ritrovano, come tutti gli anni a celebrare ricordi calcistici. Non dei loro fidanzati o mariti, ma di quando giocavano nella gloriosa ACF Valtidone. Tutto è  cominciato nel 1988 con un torneo a sei a Trevozzo, in un campetto che oggi è un parcheggio. A raccontare questa storia a Bruno Contigiani è Fabrizio Buccellini, che della squadra è stato fino alla fine di questa esperienza, nel 1994,  l’allenatore, con trascorsi personali di calciatore come difensore o centravanti a seconda di come andava la partita, milanista come me. Prima che Megan Rapinoe diventasse la calciatrice più famosa, e prima che il calcio femminile venisse scoperto dai maggiori team italiani, da queste parti, come del resto in tante cittadine o comuni della provincia italiana si praticava un calcio femminile a un buon livello, in gran parte autofinanziato e con l’aiuto di piccoli sponsor, come il supermercatino Il Nibbio, o la Vetreria di Borgonovo, che mettevano a disposizione il pulmino per le trasferte (Mascaretti) o che contribuivano alla produzione di un libretto pubblicitario o all’acquisto del materiale di consumo.
“Abbiamo giocato in serie D e siamo andati molto vicini alla serie C, nel campionato interregionale, giocavamo benino, ma la nostra vera forza era Claudia Pera, che giocava in porta, alla quale squadre molto più blasonate della nostra facevano il filo, ma che non volle mai lasciare la sua squadra che per lei era quasi una famiglia. Claudia dava una tal sicurezza alle compagne che una volta che partecipammo a un torneo a Zurigo, le ragazze erano talmente preoccupate della sua assenza, che per evitare qualsiasi pericolo attaccarono senza mai mollare per tutta la partita, le avversarie non tirarono mai in porta e vincemmo 7 a zero”. La strada al calcio femminile nel piacentino era stata aperta da Luciana Meles, un’atleta completa di alto livello che terminò la sua carriera da allenatrice.
I ricordi si dipanano e con Buccellini potremmo parlare per ore e ore, su una cosa, anzi due, concordiamo, il calcio femminile non è ancora stato intaccato da quell’esagerato divismo che caratterizza quello maschile, le giocatrici sono molto più corrette, si rispettano e rispettano l’arbitro, e poi anche secondo Buccellini: Gianni Rivera era di un’altra categoria rispetto a Sandro Mazzola.
Nella questa foto in alto da sinistra in piedi: Demarosi M, Raschiani A, Zanardi S, Maffi L,  Parma L, Picchioni R, Alberici G, Pera C, Buccellini F (allenatore), Parma (presidente), inginocchiate: da sx: Fracchioni N, Braga A, FerriN, Fulgosi E, Pozzi A (preparatore e giocatrice), Genesi M, Maffi. Successivamente entrarono a far parte della squadra altre calciatrici: Tacchini M, Gattoni D, Fulgosi L, Paletti C, Maschera S, Gazzella A, Passerini C, Demarosi F, Righi G.

1 COMMENT

  1. Complimenti, articolo scorrevole , storico informativo e umanamente di rapporti fantastici , da portare nelle scuole come esempio di onestà , dedizione ai sociale e alla territorio di appartenenza .
    Cordialmente
    Franca Fiorin

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